La Storia U.S.Livorno 1915

                               LA STORIA

 La storia del U. S. LIVORNO calcio 1915

di Enrico Paradisi

La gloriosa Unione Sportiva Livorno nacque in un uggioso e freddo mercoledì pomeriggio di un lontano febbraio del 1915. Quel giorno, era per la precisione il 17 del mese più corto dell’anno, si ritrovarono ad un tavolo, per decidere di unire le forze in una fusione, i dirigenti delle due maggiori e quotatissime squadre cittadine: la Spes (società per l’esercizio sportivo), e la Virtus Juventusque. L’intento era quello di unificare il football livornese sotto il nome e i colori della città, confidando su basi più ampie e solide. Le due compagini livornesi infatti, sin dal 1913 si davano già battaglia in quello che fu allora il campionato di calcio nazionale F.I.G.C. prima dell’avvento del girone unico. Fino al 1913 il campionato era rimasto addirittura circoscritto al Nord, con un girone Lombardo-ligure-piemontese e con un girone Veneto-emiliano. Con il 1913 invece, per la prima volta viene prevista la partecipazione delle compagini dell’Italia Centro-Meridionale che vide subito protagoniste le due squadre livornesi, rispettivamente prime (la Virtus  con 9 punti) e seconde (con 7, la Spes) del girone toscano. La Virtus si ritrovò quindi nel girone finale di eliminazione, perdendo per tre reti ad uno con la Lazio nell’andata e tre a zero nel ritorno. La Lazio perse poi la finalissima e lo scudetto con la Pro Vercelli. Quello stesso anno vi fu anche il primo derby tra biancoblu della Virtus e biancoverdi della Spes. Si giocò al campo del “tiro a volo”davanti ad un acceso pubblico e la Virtus si impose per due a uno. L’anno dopo, siamo nel 1914, fu la volta della Spes, che dominò il girone toscano finendo con 26 punti davanti a Firenze (p.20) e Virtus (p.19). Nella doppia sfida del girone finale la Spes si trovò di fronte ancora la Lazio che vinse entrambe le sfide (1-0) e (3-0) e volò di nuovo in finale perdendo ancora, questa volta però contro il Casale. *DAL 1915 AL 1929* 1920/21 L’U.S. LIVORNO VICE CAMPIONE D’ITALIA.La prima partita giocata dalla neonata società amaranto fu disputata in amichevole il 14 marzo del 1915 contro il Pisa. Fu anche la prima vittoria per il Livorno che si impose per 2-0. Intanto il girone toscano del 1915 non vide brillare particolarmente le squadre livornesi, ma nella fase finale il campionato fu in pratica sospeso, anche se il titolo fu assegnato al Genoa. Di calcio, a causa della Grande Guerra, se ne sarebbe riparlato soltanto cinque anni più tardi. Così, nel 1920, il Livorno si presentava ai nastri di partenza del campionato nazionale, rinforzato dalla fusione e con indosso la nuova maglia amaranto. La squadra si comportò benissimo, confermando che la scelta di unire le forze era stata quella giusta. Infatti, dopo aver dominato il gruppo toscano e le semifinali interregionali, il 13 giugno il Livorno vinse la finale a Bologna con la Fortitudo per tre a due, ma non riuscì purtroppo a confermare l’impresa storica, perdendo con lo stesso risultato la finalissima con l’Internazionale e finendo così vice-campione d’Italia.***Il 1921 vide nuovamente protagonisti gli amaranto che, secondi nel girone toscano con 22 punti alle spalle del Pisa con 23, dominano le semifinali interregionali finendo con 8 punti davanti a Naples (3 p.) e Lazio (1 p.). In finale Livorno ritrova il Pisa e perdendo per uno a zero vide sfumare la possibilità di giocarsi la seconda finalissima consecutiva che si aggiudicherà invece la Pro Vercelli. Nel 1922 nacquero i biancoverdi della Pro Livorno. La nuova compagine si affacciò così sul panorama calcistico nazionale insieme all’U.S. Livorno dividendo nuovamente in due il tifo cittadino. Il 1922 fu un anno particolare poiché si registrò la scissione del campionato nazionale in due tornei: uno sempre organizzato dalla F.I.G.C. al quale partecipò la Pro Livorno ed un altro organizzato dalla neonata Confederazione Calcistica Italiana al quale si iscrisse l’U. S. Livorno. La Pro Livorno vinse il girone toscano con 15 punti riuscendo ad arrivare alle semifinali interregionali, ma qui rimase ultima e non andò oltre, mentre nel torneo C.C.I. il Livorno giunse soltanto terz’ultimo nel girone A Lega Nord, che fu dominato dalla Pro Vercelli. Nel 1923 il torneo nazionale tornò ad essere unico con la F.I.G.C. e Livorno tornò a presentarsi unita sotto un’unica squadra: la U. S. Livorno. Il Livorno si classificò terzo con 30 punti e pur disputando un buon campionato non riuscì a qualificarsi per le fasi finali. Nel 1924 il Livorno confermò il risultato dell’anno precedente finendo sempre terzo davanti ad Internazionale e Juventus, nel ’25 arrivammo quinti, così come nel ’26. Il campionato del 1927 fu il primo veramente a carattere nazionale con due gironi di dieci squadre ciascuno. Il Livorno fu incluso nel girone B e concluse arrivando nuovamente quinto a pari merito con la Sampierdanese. Il 1928 non fu una buona annata, gli amaranto giunsero infatti quart’ultimi nel girone B. Nel 1929, Il Livorno giunse settimo nel girone A, a sedici squadre. Dal 1929-30 il campionato nazionale divenne a girone unico. 

*DAL 1930 AL 1943*

ALLE SOGLIE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE (1942-43), IL LIVORNO SFIORA ANCORA LO SCUDETTO.

Nel 1929-30, il Livorno fu l’unica squadra toscana che si presentò all’appuntamento del primo campionato nazionale di serie A (a 18 squadre) della storia del calcio italiano, conquistando peraltro una meritata salvezza. L’anno successivo fu però  condannato a retrocedere in B all’ultima giornata. Il 1931-32 fu un campionato interlocutorio che vide il Livorno guadagnare la settima posizione della serie cadetta, ma gli amaranto andavano forte, e l’anno seguente la serie A fu subito riconquistata con un eccellente torneo giocato sempre al vertice. Il Livorno riuscì infatti a vincere il campionato con 51 punti davanti al Brescia. Nel campionato seguente in serie A, annata 1933-34, il Livorno si comportò benissimo e giunse ottavo con 34 punti davanti al Milan. Purtroppo, l’anno successivo e nuovamente per un sol punto gli amaranto assaporarono nuovamente la retrocessione in B. Il torneo di B 1935-36 fu amaro e beffardo per i colori amaranto. La squadra si piazzò al terzo posto, con 47 punti ad una sola lunghezza da Novara e Lucchese, che con 48 punti furono promosse in A. Ma la riscossa era dietro l’angolo: l’anno seguente il Livorno dominò letteralmente il campionato cadetto e si portò nuovamente nella massima serie, dove nel 1937-38 ottenne un buon undicesimo posto. L’anno successivo nuova retrocessione in B, questa volta per differenza reti rispetto alla Triestina che aveva terminato con gli stessi punti del Livorno. Nel 1939-40 gli amaranto conquistano la penultima promozione il serie A della loro storia, arrivando secondi con 46 punti ad uno solo di distanza dall’Atalanta che vinse il campionato. Nel torneo 1940-41 e 1941-42 il Livorno giunse rispettivamente tredicesimo e quattordicesimo, ma fu il campionato 1942-43 a far splendere nuovamente la stella del Livorno. Il Livorno campione d’inverno, dominò letteralmente il torneo perdendo lo scudetto all’ultima giornata e arrivando secondo, ad un solo punto dal Torino, con ben sei di vantaggio sulla Juventus giunta terza.

 *1942/43*

L’U.S. LIVORNO PER LA SECONDA VOLTA NELLA SUA STORIA  E’ VICE CAMPIONE D’ITALIA.

Il campionato 1942-43 ha un significato particolare nella storia della squadra amaranto. Si tratta infatti del miglior risultato mai raggiunto dal Livorno in un torneo di serie A, a girone unico, con la conquista del record di sei vittorie iniziali consecutive e del platonico titolo di Campione d’Inverno (sia pure in coabitazione con il Torino). La squadra, a dir la verità poco rinforzata rispetto a quella che nel biennio precedente ottenne due soffertissime salvezze, fu affidata a Ivo Fiorentini, ex tecnico dell’Ambrosiana e anch’egli reduce da una stagione deludente con i nerazzurri milanesi. Si cominciò quindi non certo con i favori del pronostico. La rosa era composta dai portieri Giudici, Assirelli e Silingardi; dai difensori Alfonso, Del Bianco, Lovagnini e Soldani; dai centrocampisti (allora si chiamavano mediani) Bonaccorsi, Capaccioli, Emiliani, Spagnoli, Traversa e Tori; infine dagli attaccanti Angelini, Degano, Grassi, Miniati (unico livornese insieme a Giudici), Piana, Raccis, Stua e Zidarich. Il 1° di ottobre del 1942 il campionato parte con la sfida interna contro il Venezia che viene subito sconfitto per 2-1. Il Livorno balza al primo posto. Ma la sorpresa arriva la domenica successiva a Torino, dove gli amaranto riescono nell’impresa storica: rifilano un 1-2 allo squadrone granata, confermando la prima posizione. Il 18 ottobre ancora tre reti al Liguria e il Livorno rimane da solo al comando. Il 25 ottobre gli amaranto sono a Bergamo: ci si impone nuovamente, questa volta per 2-0 in casa dell’Atalanta. La quinta vittoria arriva il 1 novembre con un 4-2 alla Lazio. L’8 novembre ecco la sesta vittoria consecutiva conquistata a Bologna con un 1-2. Il 15 novembre, con la settima giornata si registra il primo stop in casa contro il Bari (1-1). Il riscatto arriva all’Arena di Milano con l’Ambrosiana il 22 novembre: 0-1. Il 29 novembre a Trieste gli amaranto riescono ad ottenere un buon pareggio (1-1). La prima sconfitta è comunque dietro l’angolo. Siamo alla decima giornata, 6 dicembre del ‘42, e manco a dirlo è proprio la Juventus, bestia nera del Livorno, a sconfiggere per tre a zero i ragazzi di Fiorentini. La sconfitta successiva a Genova contro il Genoa permette il primo aggancio in classifica al Torino, che riesce a riprendere con 16 punti in undici giornate (ricordo che la vittoria valeva 2 punti) la squadra amaranto. Il 20 dicembre gli amaranto si riscattano, tornando primi in solitario, dopo aver battuto la Roma per 2-0. Il 27 dicembre nonostante la sconfitta patita a Firenze per 4-3, il Livorno riesce confermare il primato, anche se di un punto soltanto sui granata. Il 1942 si chiude dunque con il Livorno in testa. Mancano due giornate alla fine del girone di andata e la vittoria sul Vicenza per 2-0 (3 gennaio 1943), e un pareggio esterno con il Milano (guidato in panchina da Magnozzi) il 10 gennaio, sono sufficienti al Livorno per ottenere il titolo di campione d’inverno con 21 punti (oggi con i tre punti a vittoria sarebbero stati 30), sia pure in coabitazione con il solito Torino. Il girone di ritorno si apre a Venezia il 17 gennaio 1943. Il Livorno ottiene l’ennesima vittoria (0-1), mentre il Toro perde in casa contro l’Ambrosiana. Il 24 gennaio il big match a Livorno contro i granata finisce con uno 0-0. Il 31 gennaio a Genova con il Liguria gli amaranto si impongono per 2-1. Il pareggio interno e inatteso alla 19a con l’Atalanta per 1-1, segna invece il recupero dell’Ambrosiana che riesce momentaneamente ad agguantare gli amaranto in testa alla classifica. Alla 20a e alla 21a, le vittorie contro Lazio e Bologna valgono ancora la leadership per il Livorno, che durerà fino alla 26a. Il 28 febbraio 1-1 a Bari, il 7 marzo un’altra vittoria di prestigio assoluto contro l’Ambrosiana (4-2), il 14 marzo pareggio a reti bianche contro la Triestina e consueta sconfitta il 21 marzo a Torino contro la Juve per 3 a 0. Il 28 dello stesso mese si arriva appunto alla 26a: il 3-1 sul Genova in casa consente di mantenere un punto di vantaggio sul Toro. Ma il primato livornese è destinato a cadere a Roma il 4 aprile. La sconfitta di misura contro i giallorossi (1-0) permette infatti ai granata di scavalcare il Livorno. A niente varranno le susseguenti vittorie: 4-1 nel derby con la Fiorentina, 1-3 a Vicenza e 3-1 in casa con Milano il 25 aprile nell’ultima giornata. Il Torino a 3’ dalla fine passa in vantaggio a Bari ed è Campione d’Italia per un solo punto. Gli amaranto chiudono il campionato al secondo posto con 43 punti, frutto di 18 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte; 52 gol fatti e 34 subiti.

 *1945/49*

L’U.S. LIVORNO EGLI ULTIMI ANNI IN SERIE A.

Solo alla conclusione del secondo conflitto mondiale si riprese a giocare al calcio. I campionati infatti furono sospesi dal 1943 al 1945 a causa degli eventi bellici. In una situazione tutt’altro che facile quindi, il Livorno si presentò ai nastri di partenza del torneo 1945-46 con il nome di Pro Livorno. Il nome della nuova società, che in realtà era la naturale prosecuzione della vecchia Unione, si rese necessario per prendere le distanze da una nuova società che aveva impropriamente ripreso il nome di U. S. Livorno 1944, ma che non si era poi iscritta al campionato organizzato dalla federazione. Il campionato ’45-’46, a causa delle comprensibili difficoltà di comunicazione fu diviso in due gironi (Nord e Sud) e inoltre vi furono inserite alcune squadre di serie B. La squadra livornese fu inserita nel girone Sud e giunse 4a alle spalle di Napoli, Bari e Roma. Il girone finale, che comprendeva anche le formazioni finaliste del Nord, si concluse per il Livorno con un buon settimo posto.

*LA FINE DI UN SOGNO.*

Nel 1946-47 si torna al girone unico a 20 squadre e alla vecchia denominazione sociale. L’U. S. Livorno riesce a salvarsi pur con un po’ di patemi, giungendo quindicesimo. L’anno successivo gli amaranto si migliorano e arrivano al 14° posto, ma sarà un’illusione. Siamo nel torneo 1948-49 e nessuno si aspetta che quel fatidico campionato segnerà la fine degli anni più gloriosi dell’Unione Sportiva Livorno, per spalancare più di cinquanta primavere di oblio e di frustrazioni. I numeri di quell’anno disgraziato del resto sono eloquenti: ultimi, con 26 punti in 38 partite, frutto di 9 vittorie, 8 pareggi e ben 21 sconfitte. Da quel momento il Livorno disputerà 19 campionati di serie B, 17 di serie C, 15 di C1 , 7 di C2,1 nei Dilettanti e 1 in Eccellenza. Non tornerà in A fino al 2004-05. 

IL NUOVO SECOLO, UNA NUOVA EPOCA: L’ERA SPINELLI

Di serie A infatti si tornerà a parlare soltanto nel 2004-05, sotto la presidenza Spinelli. Un ottimo 9° posto all’esordio, un 6° posto l’anno successivo e i sedicesimi di Coppa Uefa del 2007, confermeranno le grandi capacità dell’imprenditore genovese che in 6 anni è riuscito in un’impresa che in più di mezzo secolo nessuno era stato capace di realizzare. Complessivamente il Livorno ha giocato 16 campionati di serie A con 546 partite disputate, 166 vittorie, 153 pareggi e 227 sconfitte. Gol fatti 660, e subiti 861. Per un totale di punti conquistati di 521. Nel campionato 2006-2007 il Livorno, guidato prima da Arrigoni e poi da Orsi, è giunto undicesimo con 43 punti frutto di 10 vittorie, 13 pareggi e 15 sconfitte. Quello di quest’anno per gli amaranto sarà quindi il campionato n°17 in serie A, il quarto consecutivo.

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