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Archive for the ‘Enrico Paradisi’

Protti, re del derby

febbraio 12, 2009 Autore: redazione Categoria: Enrico Paradisi, corrieredilivorno.it No Comments →

Igor Protti, la bandiera. Inutile presentarlo, Igor. I numeri della leggenda parlano da soli, e dicono duecentosettantotto presenze con la maglia amaranto e centoventitre gol. Uno fondamentale, segnato a Treviso, ma questa è un’altra storia. Quattro invece sono quelli che ha infilato al Pisa. Lui infatti, di derby contro i cuginetti nerazzurri ne ha giocati sei, vincendone cinque. Igor, meglio di te chi può raccontare come si prepara un derby? “Be’ sì, io ne ho giocato qualcuno (ride) e un po’di esperienza posso dire di averla. Quella del derby è sempre una settimana particolare”. Cioè? “Se si entra in campo senza essere consapevoli dell’importanza di una partita come questa, si rischia di fare brutte figure. E qui il ruolo di un allenatore diventa fondamentale: è lui che deve riuscire a capire se i suoi giocatori hanno bisogno di essere caricati, o viceversa scaricati”. Ma senza pubblico non è la stessa cosa… “Rispetto a quando giocavo io è cambiato molto. Perché una partita come questa, aperta solo agli abbonati perde gran parte del suo fascino. Con la giusta cornice di pubblico, anche se la partita a causa della troppa tensione non è un granché, lo spettacolo è comunque garantito”. I tuoi Livorno – Pisa sono andati bene, tranne uno. “Ho giocato sei derby. Tutti vinti tranne uno, quello che per me è durato un quarto d’ora. Entrai in campo molto nervoso. Eravamo partiti con grandi aspettative che restarono deluse. E lì, dopo l’espul – sione ho avuto una reazione smisurata, fuori controllo che fece però nascere un nuovo giocatore. Se volevo fare qualcosa di buono dovevo entrare in campo con maggiore serenità. Dovevo trasformare la mia voglia di dare in un altro modo e difatti poi i risultati si sono visti”. Il derby più bello? “Il primo che ho giocato. Vincemmo 2-1 a Pisa. Io segnai su calcio di rigore, mentre il secondo lo segnò Carruezzo. E’ stata una grandissima soddisfazione. Anche l’anno del 3-1 sempre all’Arena, non è stato male. Era diventata quasi un’abitudine vincere. Giocare il derby con la maglia della squadra di cui sei tifoso è il massimo”. Come ti sembra la squadra di Acori? “Il Livorno ha fatto progressi incredibili rispetto ad inizio stagione. La grande capacità dell’allenatore, che ha lavorato molto sia da un punto di vista tattico che con il gruppo, ha consentito di fare un grande salto di qualità. Il gruppo forte si vede anche da come i ragazzi esultano tutti insieme per i gol. E’ una squadra che gioca bene e non dipende dai solisti”. Livorno primo in classifica, Pisa che stenta. “Non mi cullerei su queste cose. Anche nei grandi derby di serie A, chi si presenta con una classifica inferiore riesce a fare la partita della vita. Spero che il Livorno affronti il match con il massimo dell’impe – gno e della determinazione. Avere due risultati su tre a disposizione non è poi un gran vantaggio. Vincere vorrebbe dire volare in classifica e ottenere una spinta morale importante. Il pareggio cambierebbe poco o niente in classifica, così come una sconfitta che però potrebbe portare invece un brutto contraccolpo psicologico”.

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Ceravolo a trentadue denti – ”Il vero acquisto è Rossini”

gennaio 19, 2009 Autore: redazione Categoria: Enrico Paradisi, corrieredilivorno.it No Comments →

La vittoria nell’anticipo contro l’Ascoli è stato un tonico eccezionale per festeggiare il giro di boa del campionato. E i risultati della giornata di ieri sono intonati alla composta euforia della vetta. Di questi tempi infatti, è bene essere prudenti perché l’altitudine può fare brutti scherzi. Anche se, statisticamente parlando, chi vince il simbolico titolo invernale riesce quasi sempre a conquistare la promozione. Il Livorno comunque si dimostra forte e quadrato, e come tutte le squadre con queste caratteristiche, spesso riesce a vincere pur soffrendo. Questo è uno dei motivi per cui la squadra non verrà toccata nel mercato di gennaio, se non per migliorarla. L’arrivo di Balsas, il giovane attaccante uruguaiano, è confermato dal presidente Spinelli per la prossima settimana, come il carico di una spedizione già ordinata. Il direttore sportivo Francesco Ceravolo non si scompone, anzi. “Non posso smentire quello che dice il presidente”, attacca scherzando l’esperto dirigente amaranto, “se lo dice lui”. Poi dimostra di conoscerlo molto bene: “Balsas è un ragazzo di 22 anni che sta facendo bene nel suo campionato, e che ultimamente ha segnato tre gol”. L’importante però è non guastare gli equilibri esistenti. “Il Livorno sta attento al mercato, perché è giusto guardarsi intorno. Ma la squadra non verrà toccata. Nessuno la stravolgerà. Se arriva qualcuno è solo per migliorarci, e se qualcuno andrà via è perché non trova spazio. Hai visto Rossini? Sette partite, quattro gol. Credo che sia uno dei nostri attaccanti più forti”. La ventunesima giornata si è confermata positiva per noi. “Sono usciti buoni risultati, anche se il Bari ha vinto fuori, e il Brescia insieme a Sassuolo, Parma e Empoli si è dimostrato squadra di alto livello”. Il pensiero va già a sabato prossimo. “L’Avellino è un altro cliente difficile. Sta risalendo la china e a Empoli ha fatto vedere ottimi spunti. Si è rinforzato, e da quando c’è Campilongo ha fatto sei o sette risultati utili di fila. Poi hanno De Zerbi e Sforzini che credo contro di noi fortunatamente sarà squalificato”.

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Questo è il vero Livorno

novembre 25, 2008 Autore: redazione Categoria: Enrico Paradisi, corrieredilivorno.it No Comments →

Il direttore sportivo Francesco Ceravolo, si gode il pareggio di Parma come se fosse una vittoria. C’è da capirlo. Lui la squadra l’ha costruita pezzo per pezzo assieme ad Acori. E scendere al Tardini, nella tana della formazione emiliana, che è considerata universalmente come la più attrezzata per compiere il salto in serie A, tirando fuori una prestazione cristallina alla quale è mancato soltanto il gol, tranquillizzerebbe chiunque. “Tutto sommato usciamo rafforzati dalla prestazione di sabato – afferma il diesse -. Il Parma è la squadra da battere secondo molti addetti ai lavori, e se questo è vero noi torniamo a casa ancora più consapevoli della nostra forza. Il campo ha dato un verdetto univoco: il Livorno può giocarsela alla pari con chiunque”. Una partita divertente, interpretata molto bene da tutti i giocatori. “La prestazione è stata intensa, – prosegue Ceravolo -, sia da un punto di vista tecnico che da quello caratteriale. Ho visto grande voglia di voler superare l’avversario. L’unico rammarico è per il gol che non è arrivato. Ma quando la palla non vuole entrare non entra. Il palo di Loviso, ad esempio, di solito va dentro”. La classifica è corta e forse è comunque un bene rimanere ancora nel gruppo, senza uscire allo scoperto troppo presto. “Potevamo avere qualche punto in più, – ammette il dirigente amaranto – ma il mister sta lavorando bene. I ragazzi stanno finalmente assimilando gli schemi: si sapeva che per amalgamare la squadra ci sarebbero voluti almeno due o tre mesi. Anche i tifosi ci stanno seguendo. Insomma ci sono tutti i presupposti per continuare a fare bene”. Ci stiamo avvicinando alla fine del girone e tra poco riapre il mercato. “Abbiamo fatto bene a luglio – conclude Ceravolo -, e se ci capita l’occasione di migliorare l’organico non ci tireremo certo indietro. Il presidente è ambizioso e vuol vincere. Noi comunque abbiamo 25 titolari, e i fatti ci stanno dando ragione. Inoltre tutti hanno i mezzi per migliorare”. 

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Semplicemente incredibili

ottobre 14, 2008 Autore: redazione Categoria: Enrico Paradisi, corrieredilivorno.it No Comments →

Serviva una vittoria, d’accordo, dopo i cinque pareggi e una sconfitta, ad Empoli, che grida ancora vendetta. Ma che vittoria. Il Livorno porta a casa tre punti fondamentali, non solo per la classifica, con un 5 a 2 perentorio, che lascia poco spazio all’immaginazione. A farne le spese è un Frosinone sceso al Picchi in emergenza e con la testa rimasta forse nella hall dell’Hotel Palazzo. Un primo tempo come quello di ieri non si vedeva da tempo immemorabile al Picchi. Spettacolare e disarmante la facilità con la quale la squadra di Acori ha chiuso la prima frazione avanti di quattro gol, nonostante l’espulsione di Miglionico al 39′. In novanta minuti si è finalmente raccolto quello che mancava da 6 giornate. Nella ripresa il Frosinone si sblocca e va a segno con Santoruvo e Eder per il 5-2 finale, ma è troppo tardi. Bastano 40’ di grande intensità, con un immenso Rossini che riesce a mandare in tilt i piani di Piero Braglia. Al 6’ gli amaranto passano con un colpo di testa dell’ex bomber del Catania sugli sviluppi di un corner. Al 12’ ci pensa Loviso con un missile dalla distanza a trovare il bis. Poi dopo 4 minuti tocca a Pulzetti che dopo un triangolo con Rossini e da pochi passi batte ancora l’incolpevole Frattali. Al 36’ ecco il capolavoro: Rossini, si mette a imitare più il Mancini di Parma- Lazio che il recente Ibrahimovic di Inter-Bologna, segnando al volo di tacco la rete del 4-0 su angolo di Loviso. Al 39’ il Livorno perde per espulsione Miglionico e il Frosinone, nella ripresa, accorcia le distanze subito con Santoruvo su cross di Cariello. Ma lo spettacolo non è finito perché al 29’ Tavano si riscatta dall’errore commesso otto giorni fa ad Empoli, sempre su penalty e realizza con sicurezza il 5-1. Nel finale c’è gloria anche per Eder, il più attivo dei suoi, che sfrutta un cross dalla destra di Antonazzo per suggellare il 5-2 finale, buono solo per gli almanacchi. Serviva davvero come il pane al Livorno questa vittoria per sbloccarsi e ora si vedrà. Il Frosinone invece conferma i limiti di una squadra ancora acerba che lontano dalle mura di casa non riesce a imporsi.

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Vogliamo tornare a vincere

ottobre 12, 2008 Autore: redazione Categoria: Enrico Paradisi, corrieredilivorno.it No Comments →

Il Livorno ha incassato la prima sconfitta, nel posticipo di lunedì giocato contro l’Empoli. Parabola di un inizio di torneo che, dopo l’unica vittoria nell’esordio di Avellino, non sarà certo ricordato come tra i più esaltanti. L’importante è avere fiducia, siamo appena all’ottava giornata. Alessandro Grandoni, capitano della squadra amaranto è il primo a crederci. Lui è rimasto in pratica il solo elemento del reparto difensivo dello scorso anno a essere riconfermato. La stagione di serie B per il giocatore ternano è iniziata con qualche giornata di ritardo a causa del fastidioso strascico di squalifica rimediata in occasione della discussa partita contro l’Atalanta. Ma ormai è acqua passata. E’ il presente quello che conta. Anzi, l’immediato futuro che per l’occasione si chiama Frosinone. Grandoni, che partita sarà quella di domenica? “Domenica è una partita importante per diversi motivi. Il primo è che dobbiamo vincere perché ce lo meritiamo. Abbiamo lavorato bene fin dal primo giorno di ritiro e ancora non stiamo racccogliendo per ciò che meritiamo. L’altro motivo è semplice: è dall’inizio del campionato che andiamo a fare la partita su tutti i campi e quindi ci meritiamo di ottenere qualcosa in più. Infine dobbiamo vincere per la classifica. Le altre stanno andando avanti molto forte e non possiamo permetterci di perdere altro terreno”. Insomma Frosinone è un po’ uno spartiacque. “Sì è una giornata in cui dovremo cercare di vincere a tutti i costi. Magari sarebbe meglio giocare un po’ peggio, ma tornare a fare finalmente i tre punti”. Che cosa temete della squadra di Braglia? “Il Frosinone è quella che si dice una squadra di categoria. Se hanno problemi di formazione non ci deve interessare, e non perché li snobbiamo, ma perché sappiamo quello che dobbiamo fare. Non dobbiamo dare loro alcuna possibilità di trovare momenti di entusiasmo durante la partita. I numeri li abbiamo”. A proposito di numeri, Sassuolo a 16 e Livorno a 8, non è quello che si dice il massimo. “Se uno prende i numeri sette partite otto punti sono un risultato molto deludente. Il Frosinone con tutto il rispetto può essere soddisfatto di questa quota, ma il Livorno no. Ma i numeri sono numeri”. Cioè? “Significa che se si guardano solo quelli c’è da essere moderatamente preoccupati. In realtà bisognerebbe osservare che la squadra gioca e crea in continuazione occasioni da rete, tramite le idee che cerchiamo di mettere in pratica. E questo lo abbiamo dimostrato sin dall’inizio del campionato. Si può parlare di un avvio non esaltante, ok, ma se siamo obiettivi e realisti, tranne la partita di Bari che per tanti motivi è andata come è andata, abbiamo sempre affrontato gli avversari creando tre, quattro palle gol a partita. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada perché crediamo che sia quella giusta da seguire”. Facciamo un passo indietro. A Empoli la prima sconfitta. “L’amarezza è tanta per non aver centrato un risultato che era tranquillamente alla nostra portata, ma d’altro canto siamo anche molto soddisfatti di aver giocato in quel modo in casa di una formazione che punta alla promozione diretta. Insomma il fatto di aver comandato il gioco per ottanta minuti e aver preso due gol su due tiri da trenta metri ci fa ben sperare per il futuro”. Il Livorno spesso dà l’impressione di non saper gestire il vantaggio. Ma le partite si vincono anche per 1-0. “E’ successo tre volte fino a questo momento: siamo andati in vantaggio e ci siamo fatti raggiungere e tre indizi fanno una prova se non sbaglio. Non dico che sia un problema e non so perchè sia accaduto. E’ una questione che comunque deve essere risolta. Una squadra importante come la nostra ha l’obbligo di migliorare, deve avere più malizia in certe occasioni, per spezzare il ritmo all’avversario. Forse è la troppa voglia di giocare che ci fa incappare in alcune disattenzioni che costano care”. Che margini di miglioramento ci sono? “Penso che si possa migliorare tantissimo. Il modulo è cambiato e se guardiamo solo il mio reparto siamo in otto elementi nuovi, che giocano insieme per la prima volta”.

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