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Livorno-Pisa sarà a porte aperte

agosto 23, 2008 Autore: redazione Categoria: tirreno.it No Comments →

Livorno-Pisa per tutti. E’ questo l’obiettivo che si sono dati i rappresentanti delle istituzioni delle due città, che ieri si sono incontrati dando vita a una riunione congiunta dei due Comitati per l’ordine e la sicurezza, a un mese esatto dal primo derby, in programma sabato 20 settembre. E’ stato un vertice interlocutorio, preliminare: quello nel quale arriveranno le decisioni definitive andrà in scena a ridosso della partita, quindi all’inizio di settembre.
Ma ciò che è emerso, dalla riunione di ieri, è un orientamento comune tutt’altro che banale, che sarà espresso all’Osservatorio del Viminale: la volontà, alla fine apprezzata da tutti, di lavorare per vincere la paura che in questi casi suggerisce la scorciatoia più pericolosa, quella di bloccare i tifosi ospiti e di impedir loro la trasferta più sentita dell’anno.
Se non vi saranno ripensamenti e dietrofront dell’ultim’ora, dunque, sugli spalti dell’Armando Picchi in occasione del derby più atteso ci saranno le bandiere amaranto, ovviamente in maggioranza, ma anche quelle nerazzurre.
All’incontro, presieduto dal prefetto di Livorno Domenico Mannino, hanno partecipato il questore Nicola Zito, i rappresentanti delle altre forze dell’ordine, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà e, in rappresentanza del Comune, l’assessore Alfio Baldi. La delegazione pisana era composta dal prefetto Benedetto Basile, dal questore Fulvio Della Rocca e, per quanto concerne Comune e Provincia, dagli assessori David Gay e Manola Guazzini. Presenti, naturalmente, anche i dirigenti del Livorno e del Pisa calcio.
La conclusione della riunione, se non sorprendente, rappresenta una svolta netta nel dibattito che si andava profilando: nello scorso campionato di serie B, i tifosi del Pisa non hanno potuto partecipare ai viaggi più «caldi», a cominciare da quello verso il «Picco», dove gioca lo Spezia. E tutto lasciava presagire che anche il derby vero, quello di Livorno, fosse destinato a essere un derby dimezzato. Le istituzioni, e a quanto si è capito quelle livornesi non si sono certo tirate indietro, hanno deciso di assumersi fino in fondo le loro responsabilità e di fare in modo che tutti possano assistere alla partita.
Sarà derby vero, insomma. La presenza di entrambe le tifoserie lo conferma.

Luciano De Majo

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Meteore amaranto… che fine hanno fatto?

maggio 27, 2008 Autore: redazione Categoria: tirreno.it No Comments →

di Valerio Volpini

Chissà se hanno sperato per tutta la stagione di veder retrocedere il Livorno in B per un’insensata rivincita. Forse più che prendersela con il club amaranto gli stranieri arrivati in passato al Picchi, avrebbero dovuto riflettere sulla loro scarsa confidenza col pallone, unico vero motivo che li ha portati a raccogliere un mare di sberleffi. Di certo per andarli a scovare tutti non basterebbe una puntata di «Chi l’ha visto?».
Il via alle danze lo concesse nella stagione di C1 targata 1999/ ’00 – quella della presentazione in pompa magna al Gazebo – il centrocampista italo-australiano Raphael Bove. Arrivato dal Dundee il ragazzo, schivo e silenzioso, non alzava mai la voce e difatti non giocava neanche le amichevoli del mercoledì contro la Volterrana. A raccogliere maggiori consensi, ma tra le teenager, il francese Stephan Lerda, un italiano mancato. Imponeva a tutti la pronuncia del proprio cognome senza il più classico accento francese, scatenando così la più facile delle rime ed ironie. Il centrocampista ex Sanremese si presentò col capello lungo e con il passato pesante di ex compagno nel Bordeaux di Zidane, Dugarry e Marcio Santos. Durante la sua presentazione Aldo Agroppi mise poi il carico: «Lerda è bello, ma nel calcio non sempre è un vantaggio». Destino segnato.
Ritrovata la serie B, la stagione 2002/ ’03 regalò diverse perle. Memorabili le capriole da circense di Peter Omoduemuke (era in prova) dopo il gol segnato in amichevole alla Fiorentina. Nella stessa gara insieme al nigeriano dalle lunghe treccine, oggi riserva in Romania del Ceahlaul, anche il connazionale Ibrebro ed i brasiliani Junior e Roberto Dinis Machado. Quest’ultimo, con estrema professionalità, si presentò al primo allenamento senza le scarpette da gioco lasciate in albergo. Mister Jaconi non si fece intenerire: «Bravo, prendi quelle anche se sono due numeri più grandi…». Dopo una notte passata in bianco per le brucianti vesciche, del biondo brasiliano – ancora oggi orgoglioso della tripletta al Fabbrica nel test di Peccioli – non si hanno più notizie.
Vicino all’ingaggio l’ucraino Yevgen Lutsenko (ora in patria nel Zorja Lugansk), Karim Hamida (difensore in evidente sovrappeso) e Maheta Molango (gira il mondo a fare provini). Trovarono spazio invece il difensore brasiliano Binho Cribari ed il nigeriano Michael “Hugo” Enyinnaya. L’ex Bari, abituato a dormire sul pavimento perché «materassi no buoni, troppo morbidi», aveva due punti fermi: il colletto della maglia perennemente alzato alla Eric Cantona, ed una postura del tronco alquanto rigida. Troppo poco per esser riconfermato. Da quattro anni è in Polonia, attualmente in seconda divisione nell’Odra Opole con otto reti segnate.
Nel 2004 fece capolino l’armeno Are mentre conquistata la serie A arrivò il “nuovo Nedved”, Mario Licka, centrocampista ceco ribattezzato da tutti «Lisca». Oggi ha ritrovato una moderata serenità in seconda divisione inglese nel Southampton e cura il proprio sito internet che condivide con papà Werner (allenatore e manager) ed il fratello Marcel, centrocampista di terza divisione spagnola.
Come dimenticarsi poi del ghanese Emmanuel Osei per quel ridicolo balletto improvvisato sotto la Nord dopo un gol di Lucarelli alla Fiorentina. Recentemente è stato vittima di un’esperienza tragicomica: per sbiancarsi corpo e viso è rimasto sfigurato per un eccessivo utilizzo di una crema “miracolosa”. Si diceva che avesse trovato una sistemazione in Algeria nell’Aso Chlef, ma sul sito ufficiale del club non v’è traccia del suo bel faccino. Chissà se perché davvero troppo compromesso.
Per chiudere, un pensiero va a Ibrahima Bakayoko (in Grecia al Larissa) e all’esterno sinistro Zé Rodolpho, quest’anno nell’Avaì, club brasiliano di Florianópolis impegnato in seconda divisione. Qui Zio Foffo si è “esaltato” nel derby contro il Figueirense nelle cui fila milita César Prates altro indimenticato ex amaranto.

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