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Archive for the ‘Antonio Papini’

Galante: gossip in casa amaranto

aprile 17, 2008 Autore: redazione Categoria: Antonio Papini No Comments →

Tutto è partito con un’intervista alla «Stampa» che Giancarlo Dotto ha rivolto alla bella Lory Del Santo, che lunedì, si è abbandonata sul giornale a ricordi e confessioni che hanno coinvolto anche il difensore amaranto Fabio Galante.
«Uno che mi sta addosso da sedici anni, un certo Galante». Cosi dice la Del Santo. «Aveva 19 anni la prima volta che mi incontrò in discoteca. Giocava non so dove, nel Genoa o nel Torino. Gli dissi: quando sarai nell’Inter, nel Milan o nella Juve ne riparliamo». Lory, come sappiamo ha sempre puntato in alto. «Mi richiamò e io niente. Ora da Livorno continua a chiamarmi, mi sa che stavolta lo incontro. Tanta costanza va premiata… Nella vita le cose accadono anche per sfinimento. Ho resistito sedici anni…». Che Fabio sia un uomo di carattere e anche ostinato lo sappiamo anche perchè in campo lo ha sempre dimostrato, fatto sta che la risposta del difensore, da coraceo “maledetto toscano”, non si è fatta attendere: «Io per sfinimento non prendo nessuno. Se dopo 16 anni lei ha finalmente deciso di uscire con me, vorrà dire che ci mando il mi’ babbo che tra l’altro si è proposto e non è affatto dispiaciuto all’idea».
Ma come, Galante di nome ma non di fatto? Forse dai suoi trentacinque anni, fisico atletico e grande amatore (ha avuto trascorsi piacevoli con letterine, veline, professorine, gli sono stati attribuite delle liaison amorose con Laura Freddi, Giorgia Palmas, Barbara D’Urso) questa volta ha fatto un passo indietro.
Anche perchè tutti sappiamo dove Fabio oggi ha la testa; ci sono appuntamenti sportivamenti più importanti a cui pensare. Infatti tutto e’ concentrato sull’ obiettivo salvezza e forse la memoria “erotica” si è pure un po’ offuscata. «Son passati tanti anni, a dire il vero nemmeno me la ricordo la prima volta che ci siamo incontrati. Io giocavo nel Genoa, ero giovane. Poi ci siamo sentiti per telefono qualche volta. Ora è un po’ tardi. Ma il mi’ babbo…».

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Aldo Spinelli: l’inchiesta sul porto? Il danneggiato sono io.

febbraio 12, 2008 Autore: redazione Categoria: Antonio Papini No Comments →

E’ notizia di questi giorni che il presidente del Livorno Aldo Spinelli è stato indagato in concorso in turbativa d’asta nell’inchiesta sul porto ligure e in particolare per l’assegnazione del terminal Multipurpose. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza su tutta la vicenda con l’aiuto degli articoli apparsi sulle principali testate giornalistiche nazionali, in particolare anche grazie a quello pubblicato sul Lastampa.it a firma Fabio Pozzo. Torniamo alla vicenda giudiziaria: il giudice che ha firmato l’ordinanza degli arresti domiciliari per Giovanni Novi, il presidente dell’Authority, scrive che Spinelli avrebbe avuto «contatti significativi» con quest’ultimo, affinché si facesse carico «di trovare un accordo in cambio di future utilità». Il presidente amaranto, indagato per turbativa d’asta non ne vuole, però, sentire parlare: «Ma quale turbativa di gara. Quello è stato un accordo tra privati, convalidato in seguito dall’Autorità portuale».
Spinelli è un uomo potente, che si è fatto da solo, e come tutti gli uomini che hanno un peso economico in una città come Genova ha anche amicizie che contano, come quella con il governatore della Liguria, Claudio Burlando, genoano doc. I due sono, inoltre, legati anche da una certa affinità politica: non ci dimentichiamo che il terminalista è d’area centrosinistra, è stato consigliere comunale a Genova col Pri.
Torniamo, però, all’inchiesta: Spinelli ha liberato l’area collinare degli Erzelli, alle spalle dell’aeroporto, dove sorgeranno Università e cittadella hi-tech, spostando i suoi container sulle aree ex Ilva di Cornigliano avute in concessione a 4 euro a mq, il tutto «In via provvisoria», come lui stesso tende a precisare. Ed è proprio su questi spazi che la procura di Genova sta indagando. «Non c’è alcun collegamento tra l’assegnazione del Multipurpose, che risale al 2003, e gli Erzelli, che è cosa del 2006. E poi, se vogliamo andare a vedere, io dell’assegnazione Multipurpose sono un danneggiato. Sono parte lesa». E spiega il tutto in modo più particolareggiato: «Ero titolare di una concessione che interessava il 50% delle aree. In più, ero azionista di Terminal container Spa al 6%. È tutto scritto. Ebbene, altri concessionari (dopo la spartizione, ndr.), hanno ottenuto sino a 85, 90, 140 mila metri quadrati, mentre io soltanto 20 mila. Sono o non sono parte lesa? Oltretutto vantavo anche un diritto di prelazione, che non mi è stato consentito esercitare. Diversamente, mi sarei preso tutto il terminal».
I magistrati, però, dal canto loro, hanno interpretato quest’ ultimo passaggio in modo diverso, come se questo tirarsi indietro da parte di Spinelli sul Multipurpose  fosse una sorta di cambiale, «Per future utilità», così ha scritto il gip. Si dice, inoltre, che il presidente amaranto avrebbe acquistato gli Erzelli per poco e li avrebbe ceduti a tanto. Spinelli replica: «Ho letto anche che li avrei pagati 4 milioni. Tante chiacchiere. Contano gli atti notarili. Gli Erzelli valgono 90 milioni di euro, mentre io li ho venduti a 100 euro a metro quadro. Ho cominciato ad acquistare i terreni nel 1982, da privati. Solo a Sandro Biasotti ho dato 53 miliardi di lire (ma la cifra copre anche l’acquisizione di due aziende, ndr.), perché possedeva due aree che mi servivano per completare l’operazione».
Spinelli ha carattere e non vuole cedere, anzi torna all’attacco con una sua tesi su tutta l’inchiesta: «Sono state commesse ingenuità, forse. Ma in buona fede». Vale anche per Novi? «Sì, ne sono convinto. È una persona che merita grande stima».  Spiega infine che lui, da palazzo di Giustizia, non ha ricevuto nulla e non è stato convocato. Unica cosa da dire: «Sono sereno, serenissimo. Vinco io».

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Cristiano Lucarelli & C.

dicembre 17, 2007 Autore: redazione Categoria: Antonio Papini No Comments →

Per chi si è anticipato negli acquisti natalizi non può non aver fatto a meno di incontrare in giro per la città di Livorno Cristiano Lucarelli, che  si concede per due chiacchiere regalando come sempre un saluto e un sorriso ai suoi concittadini. Come sappiamo il 14 Lucarelli è andato a cena in un famoso ristorante della città assieme a Camolese ed allo staff tecnico del Livorno. Tuttti i partecipanti vogliono sottolineare in modo ufficiale che è stata una cena a base di ricordi, più precisamente i fasti del primo anno al Torino. Permetteteci un po’ di malizia, ma la presenza di altri tesserati della società, potrebbe lasciare più d’un dubbio sul fatto che si sia trattato di una semplice rimpatriata, anche se ultimamente il bomber toscano è tornato ad esprimere parole d’elogio proprio per i granata, sostenendo di avere una sorta di conto aperto con la società del presidente Cairo e con i suoi tifosi e che Novellino sarebbe l’allenatore giusto per ricominciare nel migliore dei modi l’attività in Italia. Noi comunque continuiamo a sperare in un suo ritorno, anche perchè, dall’ Ucraina è arrivato il placet. Attenzione però perchè fonti a noi vicine ci hanno rivelato un piccolo scoop chiamato Inghilterra. Anche la premier league sarebbe un campionato adatto alle doti tecniche dell’ex bomber amaranto, e solo tra qualche giorno sapremo qualcosa di più preciso.

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Il ritorno di Cristiano

ottobre 30, 2007 Autore: redazione Categoria: Antonio Papini No Comments →

Qualcuno potrebbe pensare ad uno scherzo, altri, invece, a una di quelle leggende metropolitane che vanno molto di moda, invece la notizia è seria e ha del clamoroso. Il presidente del Livorno Aldo Spinelli non usa mezzi termini: “Lucarelli potrebbe tornare. E se torna una parte dell’ingaggio lo paga lo Shakhtar, siamo già d’accordo”.  Ma come in tutte le notizie che si rispettono c’è sempre un ma di mezzo; Lucarelli potrebbe tornare a casa solo ed unicamente  se gli ucraini uscissero dalla Champions. “Lucarelli ci manca- dice Spinelli – a livello di personalità soprattutto. Con lui alcuni rigori ce li avrebbero dati… Mi auguro che torni. Lui gioca in Champions ma in campionato lo fanno giocare poco. Lui vuole giocare sempre. Potrebbe anche tornare, ma non con l’ingaggio che ha lui, che altrimenti mi tocca vendere il Livorno-scherza il presidente- Con lui era un bisticcio continuo, soprattutto per il suo peso forma. Ma lui è unico… E’ un peccato che l’Italia si lasci scappare questi grandi attaccanti. Anche se bisticcerò una volta al mese, lui ha sempre le porte aperte, le soddisfazioni che mi ha dato lui non me le ha date nessuno. Per l’ingaggio lo Shakhtar mi aiuta, siamo già d’accordo. Ma se restano in Champions non me lo danno…”.

I problemi, comunque, in casa amaranto continuano ad esserci, ora oltre a quelli di “testa” si sono aggiunti anche problemi a livello di alimentazione. Dagli ultimi test effettuati dallo staff medico si sono riscontrati alcuni problemi di sovrappeso per almeno cinque/sei giocatori. Spinelli succerisce una dieta a base di bastone e poche pastasciutte. 

Peccato, perchè a Parma finalmente avevamo visto un Livorno in vantaggio per 2-1 ma poi sono stati subiti due gol per delle disattenzioni che in campo non dovrebbero mai esserci. I numeri e i giocatori per far bene ci sono. Vediamo cosa riserverà il tempo. Anche perchè come diceva Jean de La Fontaine: Il tempo e la pazienza possono più della forza o della rabbia.

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Il punto sul Livorno

ottobre 29, 2007 Autore: redazione Categoria: Antonio Papini No Comments →

Settimana terribile per il Livorno che dopo la sconfitta a Parma dovrà affrontare altre due partite nel giro di 5 giorni. Peccato per ieri perchè con quella bella doppietta di “CiccioTavano, finalmente, si è ha interrotta la totale mancanza di gol da parte dell’attacco amaranto, a secco ben dal  23 Settembre. Nota positiva è sicuramente la ritrovata fiducia, con una prestazione che i tifosi amaranto avevano chiesto da tempo. Poi quando Tavano ha infilato il rigore del vantaggio sembrava essere arrivato il momento della rivincita. Comunque sia il ritiro, con tutta la rosa a disposizione, sembra iniziare a portare i primi frutti; a Parma gli amaranto hanno finalmente reagito anche se le amnesie difensive si sono ripresentate capovolgendo, così, il risultato finale. I numeri parlano chiaro: con 21 reti al passivo quella del Livorno è la difesa più battuta del campionato, palesemente in difficoltà sui gol dell’ex Morrone e di MorfeoKnezevic ha messo, sicuramente, del suo nel far subire agli amaranto l’ultimo gol  mandando fuori la palla con davanti il velocista Reginaldo.
Sembra comunque che, ad oggi, gli amaranto non possano che sperare in una salvezza difficile ma ancora possibile lottando, sperando, più che mai, nell’uomo chiave Tavano. Apprezzabile in quel di Parma il trovato feeling con Bogdani.
Storia a parte sembra essere quella di Dhorasoo sempre più prossimo alla rescissione consensuale del contratto. Il francese sostiene ormai da giorni di essere a posto fisicamente ma non viene mai utilizzato. Inutile dire che le sorti amaranto sono tutte riposte nella trasferta infrasettimanale di Reggio Calabria, dove  scenderanno in campo le uniche due squadre a secco di vittorie. La sconfitta  di ieri è la quinta consecutiva, ed adesso la zona salvezza è lontana ben 6 punti.

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