L’avversario di turno: l’ Udinese
Deluso da una stagione anonima, il patron Pozzo ha spremuto i fidati osservatori sparsi in mezzo mondo ed ha messo insieme una squadra ambiziosa in grado di fare più di uno sgambetto alle altre formazioni. Infatti, le due cessioni dolorose ed inevitabili di De Sanctis e di Iaquinta hanno portato nelle casse friulane gli euro necessari per poter continuare la politica di mercato degli ultimi anni, quella di investire su giocatori giovani e sconosciuti ma desiderosi di venire alla ribalta del massimo campionato. La prima novità rispetto allo scorso campionato riguarda la guida tecnica, affidata quest’anno all’allenatore emergente Pasquale Marino, reduce dall’esperienza prima esaltante e poi da incubi (con salvezza raggiunta all’ultima giornata) di Catania. In questo inizio campionato il tecnico siciliano ha dimostrato di non essere dipendente da un unico modulo tattico, e a causa degli infortuni di Obodo e Pinzi è passato dal 4-3-3 di inizio stagione all’attuale 3-4-3, facendo coesistere così maggior equilibrio in mezzo al campo e pericolosità del gioco d’attacco, soprattutto sulle corsie laterali. La difesa della porta è affidata allo sloveno Handanovic, reduce dal buon campionato disputato nel Rimini, e comunque sempre pronto in caso di necessità c’è l’esperto Chimenti. La linea difensiva è composta da Zapata (oppure Zapotocny), Felipe e Lukovic, mentre a centrocampo, detto degli infortuni di Obodo e Pinzi, la formazione friulana schiera Mesto e Dossena sugli esterni e D’Agostino e lo svizzero Inler in mezzo. In attacco l’Udinese è davvero temibile, e se è vero che il neo-acquisto Quagliarella non sta ripetendo la splendida annata fatta nella Sampdoria, non si può dimenticare, oltre all’esplosione ad alti livelli del ghanese Asamoah diventato sempre più concreto in zona gol, l’inizio di stagione incredibile per quantità e anche per qualità di reti di Antonio Di Natale, sia con la maglia bianconera che con quella azzurra della nazionale. L’Udinese 2007-2008 si presenta quindi come una squadra profondamente rinnovata, forte soprattutto di un attacco che promette scintille e a cui forse manca un po’ di estro a centrocampo, però il nuovo allenatore Marino ha a disposizione molti giovani da lanciare ed a Catania nella passata stagione ha già dimostrato di saperci fare con gli sconosciuti.


